Cosa stai facendo adesso e dove
Adesso sono Associate Partner a Prometeia e co-responsabile del team di Data Science, basato a Milano. La mia attività consiste nel portare avanti progettualità di data science e artificial intelligence con focus sul mondo finanziario
Il tuo percorso dalla SNS a dove sei adesso
Finito il percorso in Normale avevo iniziato un PhD alla University of Chicago, ma dopo un anno ho capito che la ricerca accademica non era la strada che mi ispirava. Sono tornato in Italia, essendo la fine del 2011 eravamo in piena crisi del debito sovrano e la volontà di capire di più di quello che stava succedendo mi portò ad accettare una posizione di analista quantitativo nel team i market research e strategy della SGR del gruppo Generali. Dopo quattro anni in quella posizione mi sono spostato verso la Data Science, prima dentro il gruppo Generali, e dal 2017 in Prometeia.
Cosa ti porti dietro dell’esperienza in Normale?
Oltre a delle amicizie che continuano nonostante la distanza sia temporale che fisica, uno degli aspetti più importanti che mi sono portato dietro (oltre all’ovvio, ovvero il senso critico e la capacità di approfondire un argomento) è il sapermi relazionare con gruppi di persone estremamente capaci ma ognuno con delle caratteristiche personali molto diverse.
Un tuo ricordo di vita che ti lega alla SNS (la “tua” Normale)
I ricordi più piacevoli che mi porto dietro sono quelli legati alla vita collegiale, che mi hanno permesso di conoscere persone con interessi ortogonali ai miei. Organizzare una “serata cinema” in Sala Fermi al collegio Fermi o alla sala cinema o tv al collegio Carducci, con gruppi di scienziati e letterati di diversi anni, oppure studiare insieme sul terrazzo del Carducci, sono tutti ricordi che mi sono molto cari, perché al di fuori del contesto SNS non mi è più successo di trovare così tanta diversità.
Come ti immagini la SNS del futuro e in che modo alumni e alumnae
posso contribuire a costruirla?
Spero che mantenga lo spirito collegiale, in quanto uno degli aspetti che più mi sono piaciuti. Inoltre, pur credendo che l’obiettivo della scuola sia quello di preparare i futuri ricercatori, penso che sia un dato di fatto che tanti normalisti escano dal mondo accademico e prendano posizioni nel privato o nel pubblico, in vari ambiti, e penso che la connessione con gli ex-normalisti nel mondo del lavoro possa essere resa più robusta, sia per creare network professionali che per dare un supporto alle attività di job placement. Credo che da un punto di vista pratico, potrebbe essere interessante sperimentare un programma di mentorship fra alumni e alumnae e normalisti degli ultimi anni o del perfezionamento che ne facciano richiesta (sponsorizzando in maniera opportuna la possibilità)

